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Tondo affronti seriamente la questione trasporti del FVG! |
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Comunicati
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lunedì 05 gennaio 2009 |
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Un altro incidente sull’A4, fortunatamente senza gravissime conseguenze, ma con due feriti e ben sette ore di fermo del traffico, hanno confermato, ancora una volta, che il Governo nazionale ha dovuto decretare lo stato di emergenza e conseguente nomina del commissario, per accelerare i lavori di realizzazione della terza corsia e del piano per la sicurezza autostradale. Ciò nonostante, dobbiamo esprimere grande preoccupazione per la conduzione della gestione commissariale che non corrisponde, come dovrebbe, alle esigenze di rendere più sicura l’A4, in attesa della realizzazione dei lavori che, ovviamente, avranno tempi lunghi per la complessità delle procedure espropriative e dei lavori stessi! Infatti avevamo suggerito al commissario Tondo, visto i poteri straordinari conferitigli dall’ordinanza Berlusconi, di fermare al confine tutti i mezzi pesanti non adeguati alle normative europee, consci che in questo modo il rischio d’incidenti si sarebbe notevolmente abbassato. Nulla di tutto ciò è stato fatto!! Ciò nonostante invitiamo nuovamente Tondo a mettere in atto tutto ciò che possa rendere meno pericoloso il percorso autostradale, provvedendo, lo ripeto, a bloccare i camion che provengono da oltre confine, come già succede nella vicina Austria. La situazione dei trasporti nella nostra regione sta prendendo una piega assai preoccupante non solo per la grave situazione dell’A4, ma anche per quanto accade sul versante delle ferrovie e aeroportuale di Ronchi dei Legionari. Com’è noto, sono stati ridotti notevolmente il numero dei viaggi ferroviari per Milano e Roma e anche i voli per le stesse città. Senza contare che le ferrovie dello stato hanno decretato il trasferimento degli uffici amministrativi dalla nostra regione a Mestre! E, a fronte di questa situazione che penalizzerà tantissimo i nostri cittadini, Tondo con la sua giunta e la sua maggioranza che cosa fanno? Non hanno detto nulla, non hanno assunto alcuna iniziativa presso il Governo Berlusconi. Un silenzio tanto gravoso quanto colpevole che denota palese incapacità di agire con la dovuta energia per evitare che il FVG diventi “colonia” del Veneto e regione incapace di garantire servizi essenziali al territorio. Stante ciò che accade, verrebbe quasi da pensare che Tondo e la sua maggioranza sono d’accordo anche col governo Berlusconi nell’assecondare questa situazione!!
Trieste, 5 gennaio 2009
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La Lega, anziché sbraitare, proponga soluzioni! |
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Comunicati
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sabato 03 gennaio 2009 |
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Le dichiarazioni della Lega a seguito della lettera inviata dai direttori delle aziende sanitarie per garantire le cure ai clandestini, mi sembrano strumentali e prive buon senso oltre che di informativa politica. Chiedere la dimissione ai direttori sanitari solo perché viene confermato ciò che da tempo avviene, è puro e sterile populismo. L’esistenza di clandestini nel nostro paese è risaputo e, come tale, era prevedibile l’assistenza sanitaria di cui godevano, finalizzata più alla prevenzione che alla volontà di assistere chi vive non regolarizzato nel nostro Paese. Premetto che lo scopo “prevenzione” giustifica l’azione anche se fuori di ogni normativa e in alcun modo non regolarizzata e quindi libera e fuori controllo. Su questo punto, certamente, si rende utile fare qualcosa ma non costringendo i direttori delle aziende a dimettersi o attribuendo loro delle colpe che indubbiamente non hanno ma che sono solo il risultato di una che definisco “svista” della legge Bossi-Fini. Poiché se è vero che la legge Bossi-Fini è nata per eliminare i clandestini è anche vero che è nata nella consapevolezza dell’esistenza di un gran numero di clandestini sul territorio nazionale. Tutto ciò doveva far prevedere come intervenire e come prevedere eventuale assistenza preventiva, e ripeto preventiva, per chi, comunque, sul nostro territorio vive da clandestino. Il non aver affrontato il problema non significa aver affrontato il problema, ma piuttosto aver tralasciato un aspetto che se non regolarizzato con adeguata normativa, rischia di essere dannoso per la salute pubblica. Ora, credo che se veramente la Lega vuole fare qualcosa di buono, anziché chiedere le dimissioni dei direttori, promuova a livello nazionale, una normativa che induca a tutelare la salute pubblica controllando anche la salute dei clandestini che sappiamo essere presenti sul nostro territorio. Al contrario, non curare chi è presente nel nostro territorio anche se è clandestino, può significare favorire il diffondersi di malattie. Per cui il problema va affrontato e visto soprattutto sulla normativa che dovrebbe seguire chi cura il clandestino, seguendo la forma più adeguata e che meglio può consentire la tutela dei cittadini residenti in primis, poiché è chiaro e mi pare evidente che, comunque, i clandestini vivono nella comunità. Per cui ritengo sia utile muoversi e lavorare, magari insieme, per una soluzione, piuttosto che chiedere soluzioni che anziché risolvere un problema, rischierebbe solo di aggravarlo!
Trieste, 03 gennaio 2009
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Gottardo oggi plaude al welfare che ieri non voleva! |
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Comunicati
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venerdì 02 gennaio 2009 |
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Gottardo dice di approvare le misure per gli aiuti sociali previsti nella finanziaria regionale ma si dimentica di quando, collocato nel centro sinistra, criticava aspramente gli stessi provvedimenti anche al tempo approvati dal centro destra e particolarmente voluti dalla Lega. Allora Gottardo aveva persino lanciato lo slogan: non diamo contributi alle famiglie che “fanno” figli ma alle famiglie che “hanno” figli! E oggi che il centro destra ha riattivato questo sistema contributivo che concede contributi ai neonati, Gottardo si dichiara pienamente d’accordo e accusa il centro sinistra di essere statalista. Credo invece che il reddito di cittadinanza, se non fosse stato cancellato dal centro destra, avrebbe rappresentato una concreta possibilità di sostenere le famiglie che si trovano in difficoltà economica e se si fosse data completa attuazione alla legge per la famiglia, che prevede interventi per la riduzione dei costi dei servizi pubblici essenziali e delle spese scolastiche, si sarebbe dato un welfare più adeguato rispetto le misure sicuramente insufficienti previste dal centro destra.
Trieste, 02 gennaio 2009
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Baritussio dimentica le proposte concrete del PD! |
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Comunicati
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venerdì 02 gennaio 2009 |
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Il PD si é proposto pubblicamente in aula consiliare e ha svolto una opposizione costruttiva e propositiva con la maggioranza sia quando il pdl ha voluto la cancellazione di leggi della passata legislatura, sia in occasione della finanziaria 2009. La realtà dei fatti è che nostra azione politica non è stata considerata dalla maggioranza che, imperterrita, ha proseguito nella sua azione senza mai fare proposte alternative con leggi nuove capaci di sostituire ciò che il centro destra ha cancellato, più per ragione ideologica che di merito, come dichiarato da Tondo. Il pdl ha cancellato il welfare e in alternativa non ha previsto null'altro! Il riordino delle autonomie locali é stato cancellato e nulla é stato proposto in alternativa se non generiche dichiarazioni del tenore: penseremo, proporremo, faremo! Al PD non sono mai piaciuti gli slogan preferendo le proposte concrete come, ad esempio, la riforma della polizia municipale per la quale ha presentato una proposta di legge che ancor oggi è in attesa di essere discussa perché nel centro destra non c’é accordo e, di conseguenza, non si confronta con l’opposizione. In occasione dell’approvazione della finanziaria, il PD ha proposto provvedimenti per aiutare le famiglie che non possono pagare la rata di mutuo contratto per la prima casa, che sono stati respinti dal centro che ha persino negato all’opposizione, l'approfondimento dell'argomento. A Baritussio voglio ricordare che se questa proposta costruttiva del PD, fosse stata accolta dalla maggioranza, avrebbe rappresentato un aiuto concreto a chi oggi é in difficoltà economica, causa la crisi in atto! E' il centro destra che non vuole confrontarsi opponendosi persino alla discussione sulle cose concrete per la soluzione dei problemi dei cittadini!
Trieste, 02 gennaio 2009
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