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REGIONALI 2008: VOTI DI PREFERENZA ASSEGNATI A MORETTON 7034

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E ora Pordenone ritrovi il suo orgoglio e onore!
Comunicati
sabato 03 luglio 2010
Con la ridistribuzione delle deleghe la realtà del governo Tondo si mostra molto più negativa di quanto ci si potesse aspettare soprattutto per la provincia di Pordenone. Una prospettiva che non possiamo e non dobbiamo accettare perché alla provincia di Pordenone si è già tolto tanto e non è possibile continuare a togliere il peso e la rappresentatività politica che merita. Mai nessun governo regionale ha usato due pesi e due misure nella distribuzione delle deleghe e nelle cariche tra le varie provincie che la compongono. Ora ci aspettiamo almeno un chiarimento che punti soprattutto alle prospettive future che ne conseguiranno, considerato che, pare che per De Anna si voglia trovare un nuovo incarico alternativo alla sua attuale permanenza in Giunta regionale. Preoccupa e ci stupisce che di fronte a tanta arroganza e prepotenza non si avverta la minima reazione che assicuri l’orgoglio e il potenziale della nostra provincia che a tutti gli effetti, è un’importante realtà economica che va tutelata e rispettata. Non è pensabile che alla luce della realtà dei fatti si crei un immobilismo e una mancanza assoluta di direttive in un momento così importante per l’economia e la tutela dello sviluppo economico e lavorativo. E’ inoltre da evidenziare che tutti questi cambiamenti porteranno un ritardo di rappresentatività reale delle deleghe di alcuni mesi, tanto che, di fatto, i nuovi assetti giuntali prenderanno avvio solo dal mese di ottobre, dopo che sarà rivista la normativa regionale vigente. Viene da chiedersi perché Tondo, anziché esercitare il suo potere, si dimostri così improvvidamente rassegnato ad accontentare le continue richieste di una Lega prepotente e ricattatrice. Stante così le cose mi pare giusto evidenziare che Pordenone, non solo è diventata cenerentola, ma rischia anche di peggiorare la realtà della favola, poiché è ormai evidente che non c’è più alcun equilibrio tra quanto viene concesso a Trieste e Udine rispetto a Pordenone cui, è necessario dirlo, hanno fatto sparire i finanziamenti anche per il nuovo ospedale e si stanno rimangiando anche la promessa per la costruzione del nuovo. E, come se non se bastasse, ne conseguirà che l’autunno porterà alla Lega anche un nuovo assessore. Spiace costatare che tutti i segni premonitori di questa triste prospettiva politica per Pordenone, sono stati da me nel tempo più volte elencati e che purtroppo ora si prospettano peggiori di quanto previsto. Per gli interessi non si sa di chi, Tondo sta svendendo l’orgoglio e il rispetto di tutti i cittadini di Pordenone che mi auguro sapranno invece far sentire la loro voce per riacquistare quanto gli spetta e per garantire ai rappresentanti eletti di appropriarsi del potere a cui sono stati eletti.
 
Trieste, 3 luglio 2010
 
Gottardo vive nel mondo dei sogni!
Comunicati
sabato 03 luglio 2010
Gottardo si erge a maestro del risparmio, della razionalizzazione della spesa, della sburocratizzazione e della semplificazione. E indica in Tondo l’esempio da seguire e quindi ad apprezzarlo per la serietà con cui persegue il bene comune. Le dichiarazioni del coordinatore regionale del PDL Gottardo ci fanno pensare che anziché conoscere la situazione della nostra Regione, pensi a una Regione legata esclusivamente ai suoi sogni ma che non corrisponde alla effettiva realtà della situazione in atto. La politica della Regione FVG sviluppatasi nella precedente legislatura ha consentito la conquista del federalismo fiscale con il mantenimento, direttamente nelle casse della regione, delle tasse versate dai cittadini diversamente dal passato che invece andavano a Roma per poi essere restituite in tempi lunghissimi. Si sono ottenute nuove compartecipazioni prima non riconosciute e snellite le procedure di bilancio con specifica riforma. Poi, con l’avvento del governo Tondo, tutto si è fermato e sono prevalse tante parole e inutili promesse di fare riforme strutturali per rendere moderna la regione capace di dedicarsi solo a legiferare dando linee d’indirizzo alle autonomie locali. Nella realtà nulla di tutto ciò si è verificato perché nessuna riforma è stata fatta, né quella delle autonomie locali, né la razionalizzazione della spesa, tanto meno è stato perseguito il conclamato rigore di cui parla Gottardo, tant’è che, solo per fare un esempio, gli assessori esterni sono lievitati da tre a sette con un aggravio di spesa non indifferente. Quindi, finora il centro destra non ha prodotto alcuna riforma, limitandosi solo a cancellare importanti riforme approvate nella precedente legislatura quali il welfare e la semplificazione delle procedure approvative e di gestione del bilancio regionale. La realtà è che la situazione della Regione FVG è in serio pericolo di tenuta non solo amministrativa ma anche politica. Le chiacchiere di Tondo e Gottardo abbondano ma non trova riscontro l’azione di sviluppo economico, sociale e culturale che il territorio ha assolutamente bisogno di fare rapidamente. Purtroppo tutto prosegue con evidenti gravi e colpevoli ritardi causati dalla superficialità con cui sono affrontati i temi delle riforme e della realizzazione delle grandi opere infrastrutturali che, com’è noto, sono ferme al palo. E, ora, a tutto ciò bisogna sommare il grande e pericoloso conflitto che cresce nella maggioranza dovuto alle baruffe interne al PDL e alle pressanti richieste della Lega Nord, che sempre più condiziona l’azione del Presidente Tondo. Perciò Gottardo dovrebbe, prima di tutto, interrogarsi sul come riuscire a sedare le lotte intestine ben presenti nella sua maggioranza che impediscono qualsiasi innovazione e riforma della Regione FVG.
 
Trieste, 3 luglio 2010
 
Le vacue parole di Gottardo!
Comunicati
venerdì 02 luglio 2010
Gottardo non si è ancora accorto che la campagna elettorale è terminata da più di due anni. E come nulla fosse continua ancora con il ritornello del debito pubblico che, come ben sa, è frutto d’investimenti fatti negli ultimi dieci anni sia dal centro destra sia dal centro sinistra e in linea con le possibilità finanziarie. Ora, Gottardo vuole gettare “fumo negli occhi” dei cittadini per nascondere le inefficienze e incapacità della Giunta Tondo, incapaci di reagire con il governo Nazionale. L’aumento dei pedaggi autostradali sono stati subiti senza batter ciglio. Non si è voluto porre il problema a Roma perché le maggiori entrate siano incamerate da Autovie Venete anziché dall’Anas nazionale. E a questo bisogna aggiungere che nulla accade sul fronte della firma del decreto Tremonti per dare il via ai lavori della terza corsia che continua a rimanere ferma su tutti i fronti. Nulla fa Tondo, nulla fa Gottardo oltre che dispensare promesse che, puntualmente, non si avverano!
 
Trieste, 02 luglio 2010
 
A4; MORETTON, AUMENTO TARIFFE COLPO MORTALE
Rassegna Stampa
venerdì 02 luglio 2010
AUTOSTRADE: A4; MORETTON, AUMENTO TARIFFE COLPO MORTALE
 
(ANSA) - TRIESTE, 2 LUG - Per il capogruppo del Pd nel Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, Gianfranco Moretton, l'aumento dei costi del pedaggio delle autostrade A4 Venezia-Trieste e A23 Udine-Tarvisio è "un colpo mortale per i piccoli imprenditori e le famiglie che già subiscono pesantemente la crisi economica in atto". Questo - secondo Moretton - causerà "un forte indebolimento delle già difficili situazioni patrimoniali degli artigiani e delle piccole e medie imprese". "Ma - ha aggiunto Moretton - come se non bastasse, Renzo Tondo dovrà giustificare i fortissimi rincari dei pedaggi che ancora ci saranno per la costruzione della terza corsia. Infatti il piano finanziario dell'opera stradale prevede la triplicazione del pedaggio autostradale. E ciò per l'ostinatezza di Tondo nel non aver combattuto nei confronti del Governo nazionale per esigere un intervento finanziario dovuto visto che l'arteria è di interesse nazionale". "E siccome è ancora possibile ottenere dal Governo Berlusconi il coofinanziamento che in tal modo consentirebbe di calmierare i costi dei pedaggi - ha concluso Moretton - ci auguriamo che Tondo agisca presto e con determinazione, nell'interesse dei cittadini e delle imprese". (ANSA).
 
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