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Sul nucleare in FVG, Tondo non si rimangi la parola data! |
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Comunicati
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giovedì 15 luglio 2010 |
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Tondo insiste nuovamente su un intervento della Regione Friuli Venezia Giulia nel raddoppio della centrale nucleare di Krsko.
Non nascondiamo la nostra forte contrarietà alla riconfermata volontà di del Presidente di fare ciò e la nostra grande preoccupazione sulla sua dichiarazione di pensare, qualora il suo intento non riuscisse, alla costruzione di una centrale nel nostro territorio.
Ci chiediamo come Tondo non consideri il fatto che la Regione Friuli Venezia Giulia non ha né i finanziamenti necessari e né tanto meno la necessità di recuperare un deficit energetico. Se il fabbisogno energetico per la nostra regione e' sufficiente, mancano invece le migliorie strutturali per la distribuzione dell'energia.
Se poi il presidente Tondo è consapevole che la partecipazione del Friuli Venezia Giulia al raddoppio della centrale di Krsko non sarà possibile, come ammesso dallo stesso governo sloveno, riteniamo molto grave che in subordine intenda agevolare la realizzazione di una centrale nel nostro territorio regionale. E ci chiediamo infine come sia possibile che egli si rimangi la parola più volte data ed espressamente dichiarata in Consiglio regionale, che mai sarà d'accordo che il nostro territorio accolga una centrale atomica, a costo di mettersi contro possibili scelte in tal senso da parte del governo Berlusconi.
Trieste, 15 luglio 2010
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Gherghetta, l'uomo della provvidenza! |
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Comunicati
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mercoledì 14 luglio 2010 |
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Ho apprezzato l'impegno del facente funzioni, Presidente del Consiglio delle Autonomie, Enrico Gherghetta, di partecipare al dibattito istituzionale e politico sul contenimento della spesa al fine di far quadrare i conti dei bilanci pubblici in un tempo di grave crisi economica. E' indubbio che viviamo una situazione di grave crisi in cui la politica, dando per prima l'esempio, deve evitare sprechi e privilegi e nel contempo premiare lavoro e risultati in qualsiasi campo.
Il comportamento di Gherghetta, invece, e il suo argomentare, mi sono parsi più un tentativo di apparire che una seria e concreta valutazione per aggredire efficacemente un problema che coinvolge contesti istituzionali più ampi e richiede un'analisi della spesa dei bilanci pubblici. Altrimenti si corre il rischio di dire cose scontate e, ancor peggio, non sapere che alcune proposte non sono una novità, come Gherghetta vorrebbe far passare, bensì norme già codificate dalla finanziaria nazionale 2007 e successivamente anche da quella del 2008, circa la riduzione dei membri dei cda nelle società partecipate.
Questo comportamento non aiuta a risolvere problemi che tutti riconoscono esistere, ma causa, invece, una impostazione non corretta alla reale soluzione delle questioni.
Si rende quindi necessario innanzitutto evitare i facili populismi che da sempre non aiutano ma, anzi, complicano i percorsi correttivi e risolutivi, dando spazio solo alla voglia di apparire. Gherghetta dovrebbe sapere che, sia a livello nazionale che regionale, si sta lavorando seriamente, tant'e' che tutti i gruppi consiliari regionali hanno predisposto appositi progetti di legge per razionalizzare la spesa e per renderla rispondente alla realtà di oggi.
Molto si può fare, anche rivedendo gli enti locali intermedi, non sempre rispondenti alle esigenze territoriali. Una riflessione possibile è pure quella riguardante la cancellazione delle province, anche per un vantaggio di semplificazione amministrativa con conseguente risparmio di 8 miliardi di euro annui!
Mettiamo quindi al bando la demagogia che troppe volte tenta taluni ma che non deve appartenere alle istituzioni a cui spetta, invece, agire con serietà e concretezza!
Trieste, 14 luglio 2010
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L’incomprensibile atteggiamento di Tondo! |
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Comunicati
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domenica 11 luglio 2010 |
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Nonostante che avessimo dato la nostra disponibilità a collaborare per la soluzione del grave problema della terza corsia e che avessimo ricevuto da Gottardo un “no grazie”, abbiamo continuato a lavorare in tal senso. Ma ora sentire Tondo intervenire sulla vicenda dell’approvazione dell’emendamento che dovrebbe far nascere la società di gestione totalmente pubblica e che ha ottenuto l’appoggio dei senatori del FVG di opposizione, denigrando con incomprensibile supponenza, l’azione dell’opposizione, ci rende dispiaciuti oltre che perplessi sulla sua richiesta di collaborazione sui grandi temi. Se questo è il suo atteggiamento crediamo che dovremo regolarci di conseguenza. Nel frattempo, però, relativamente alla questione della terza corsia siamo dell’avviso che anche Tondo che la vicenda non si è ancora conclusa perché al di la di quelle che forse succederà nel 2017, resta il fatto che continua ad essere indispensabile la firma del decreto da parte di Tremonti che a questo punto speriamo arrivi al più presto.
Trieste, 11 luglio 2010
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Preoccupante la sottomissione di Tondo a Roma! |
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Comunicati
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domenica 11 luglio 2010 |
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Tondo sembra rassegnato o quasi giustificare l’opposizione del Governo e di Tremonti in particolare verso le Regioni. Vorremmo capire perché si sente così tranquillo con una prospettiva di tagli e conseguentemente, di meno servizi o ancor peggio di mancati servizi che vanno a pesare direttamente sui cittadini. E’ evidente che c’è un forte contrasto tra la sua posizione e quella degli altri Presidenti di Regione laddove non si parla solo del centro sud ma anche della Lombardia con Formigoni. Ora viene da chiedersi se Tondo ha la “bacchetta” magica per moltiplicare le risorse o se già ha individuato il modo per recuperarle. La cosa comunque che ci preoccupa maggiormente è il suo silenzio e il gravoso peso che ipotetici tagli condizionerebbero notevolmente l’assistenza ai più bisognosi. Di fatto si è già notato in tempi non sospetti, che il governo regionale assume un comportamento di supina devozione verso quanto spetterebbe, per legge, (vedi compartecipazioni) e quanto si dovrebbe pretendere per non subire, magari per vantaggi che ci risultano sconosciuti. Ora, partendo dal presupposto che i tempi richiedono “ristrettezze” immediate, e quindi condividendo l’obbligo di ridurre le spese, ciò non significa che tali interventi vadano vagliati con lungimiranza ma, ancor di più, con doverosa razionalità, proprio per non alterare l’equilibrio sociale con tutte le varie conseguenze che si potrebbero determinare. Ecco perché più che il silenzio ci aspetteremmo da Tondo se non una “protesta” almeno una prospettiva che indichi alcune direttive che intende adottare in merito alla delicata questione. Ripeto che il silenzio e la rassegnazione che lascia intravvedere, preoccupano ancor di più che un sano progetto di riduzione della spesa pubblica. Mi pare d’obbligo ricordare che ci sono tanti modi per risparmiare ma non deve mai venir meno l’attenzione a chi già vive in forte difficoltà sia per ragioni economiche sia di salute. Ciò significa che vorremmo innanzitutto l’attenzione di Tondo perché nulla venga tolgo al welfare e alla sanità. Su tutto il resto si può ragionare e la scala delle priorità può essere sempre stabilita e ricostruita secondo la realtà “dell’oggi” e di quanto il futuro può far sperare.
Trieste, 11 luglio 2010
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