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Il capogruppo del Pd Moretton:”per Insiel e welfare, Tondo sceglie la politica dei numeri!”
Dopo aver appreso che per Tondo un dipendente Insiel vale 145 mila euro che è troppo, decide che il suo “valore”, è invece di 110 mila euro. Sembra uno scherzo, parlando di lavoratori e di persone, ma Tondo è passato alla politica dei numeri, e con i mumeri vuole risolvere la questione Insiel. Pare sia questo la partenza per risolvere la questione Insiel da affrontare in regione. E, non si tratta solo di Insiel ma anche di welfare dove come un fulmine a ciel sereno intende distruggere tutto il lavoro fatto nella passata legislatura. E’ impossibile trovare un senso logico e razionale in tutto questo considerato che ogni giorno dalla stampa escono nuovi proclami, tutti indirizzati a distruggere ma nessuna prospettiva di alternativa concreta, a volte addirittura, contravvenendo anche le logiche amministrative locali. Inutile dire che pare, oltremodo, provocatorio l’idea di far confluire gli esuberi di Insiel agli enti locali; così come attribuire ai comuni, in capo al sindaco, le risorse per affrontare le situazioni di disagio e povertà senza assicurare da subito le risorse sia per gli esuberi Insiel che per le situazioni assistenziali.
Sarebbe importante capire, a questo punto, se tanto sconvolgimento che contraddice il programma elettorale di Tondo,si limiterà ancora una volta a essere mera annunciazione o se realmente esiste un piano a breve per dare soluzione a queste problematiche che sono il primo vero risultato di una maggioranza che appare in difficoltà per le grosse contraddizioni e conflitti interni. E’ chiaro che l’azione di Tondo è fortemente dettata da una Lega in agitazione, partita alla riconquista, in cui, senza smentirsi nella sua caratteristica, si impone con dettami e ricatti. Così avvinghiato, ci pare difficile o improbabile che Tondo possa avviare il suo programma elettorale, costretto com’è a riscriverlo giorno per giorno.
Ciò che temevo si sta verificando. Auspicavo che con l’insediamento di questa maggioranza si sapesse salvaguardare e continuare il lavoro fatto, evitando ogni strategia appartenente alla vecchia politica di “cancellare per rifare”, considerato il difficile momento e la crisi economica che il nostro paese sta attraversando e perché i cittadini non fossero i primi a pagare.
Spiace dover constatare che per quanto riguarda la nostra regione la coalizione di centro destra ha solo cambiato nome ma forse è ancora più in conflitto e destabilizzante di quando ci aveva lasciato nel 2003. E’ amaro dover constatare che la loro vittoria in regione è stata solo la conseguenza del risultato delle politiche.
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