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L’assessore De Anna dichiara di chiedere al governo Berlusconi il commissario sul Tagliamento e in questo modo crea le condizioni per bloccare qualsiasi intervento previsto dal piano stralcio dell’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico di Venezia. Questo è il modo migliore per lavarsene le mani, come fece Ponzio Pilato, adducendo quale motivazione una pronuncia del Consiglio di Stato che, a suo dire, ha fermato il contenuto del piano stesso, ivi comprese la realizzazione delle casse di espansione sul Tagliamento e tutte le altre opere idrauliche previste. E tutto ciò con buona pace delle popolazioni rivierasche, in particolare quelle di Latisana, che dovranno aspettare chissà per quanti decenni la messa in sicurezza dei loro centri abitati.
L’assessore De Anna, anziché accampare giustificazioni, tra l’altro non vere, dovrebbe operare concretamente per dar corso a ciò che egli ha in mente, ma che ancora non ha voluto o potuto esplicitare, sulla vicenda. Infatti non è assolutamente vero che il Consiglio di Stato abbia bloccato la realizzazione delle opere idrauliche sul Tagliamento perché l’organo giudiziario competente che ha sentenziato sull’argomento è il Tribunale Superiore delle Acque che, in data 26 marzo 2008, ha dichiarato, fra le altre cose, vigente il piano stralcio e quindi ha autorizzato il proseguimento delle iniziative per realizzare le opere in esso previste.
Quindi l’assessore De Anna, senza indugio, decida se la Regione vuole o meno realizzare le sistemazioni idrauliche previste, e qualora intendesse cambiare idea, anziché affidarsi ad un commissario statale che mai verrà nominato, si assuma in toto la responsabilità e chieda all’Autorità di Bacino dell’Alto Adriatico di cambiare i contenuti del piano stralcio cancellando le casse di espansione e nel contempo chieda al Ministero per l’ambiente l’autorizzazione ad utilizzare i 53 milioni di euro giacenti nelle casse della regione per fare altre opere di sistemazione idrogeologica per garantire un livello di sicurezza accettabile alle popolazioni rivierasche.
Per quanto riguarda invece la difesa del suolo, a De Anna ci sono voluti ben due anni per annunciare la presentazione di un disegno di legge sulla difesa del suolo che è quello lasciatogli in eredità dalla precedente legislatura. Prendo atto che finalmente, svegliatosi dal torpore, lo presenterà alla Giunta regionale. È bene però che i cittadini sappiano anche che nella legislatura precedente sono stati resi disponibili 11 milioni di euro per il bacino idrografico del Cormor, utilizzati per la destra Torre, e 60 milioni di euro circa per il bacino del Livenza, utilizzati al fine di diaframmare tutti gli argini del Meduna e del Livenza. Una politica questa “del fare” che, riconfermo, purtroppo non trova corrispondenza nei capitoli di bilancio afferenti il triennio 2008 – 2010 della gestione del governo Tondo, di cui De Anna fa parte.
Trieste, 25 febbraio 2010
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