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Scritto da Sonia Sicco   
giovedì 12 marzo 2009
GIOVEDÌ, 12 MARZO 2009
MessaggeroVeneto - Regione
 
Legge sulle liste d’attesa, il Pd: è uno spot inutile
Il gruppo di minoranza boccia la proposta di legge del centro-destra da oggi in discussione
 
TRIESTE. “Uno spot”. Cosí il Partito democratico boccia la proposta di legge elaborata del Pdl che si propone di ridurre le liste d’attesa in sanità. Secondo il Pd si tratta di una proposta «inutile, inopportuna e negativa perché ingesserà una problema che necessita invece di grande flessibilità». Non solo, per il partito di sinistra è addirittura «dannoso per i cittadini e potrà mettere a rischio l’equità sociale». Oggi in consiglio regionale l’esame, e il voto, del provvedimento che prevede, tra l’altro, la riduzione dei tempi d’attesa con multe e gratuità in caso di sforamento. Ieri a Trieste, nel corso di una conferenza stampa, il Pd ha spiegato le ragioni della sua contrarietà. «Quanto proposto nell’articolato - ha spiegato il consigliere regionale Sergio Lupieri - è già contenuto nella normativa sanitaria grazie alla delibera 288/2007. E sulla delibera bisognerebbe intervenire, garantendo cosí tempi di risposta veloci». Tra le incongruenze della proposte di legge, per il capogruppo del Pd Gianfranco Moretton, c’è l’ammontare delle risorse previste. Il “costo” delle liste d’attesa, oggi, si aggira sui 200 milioni di euro. «La proposta del Pdl parla di un solo milione di euro, con la proposta di radoppiarlo - ha affermato - quando servirebbero 50 milioni all’anno per governare la situazione con l’assunzione del personale necessario per l’impiego intensivo della strumentazione». Moretton ha evidenziato le contrarietà alla proposta cosí come depositata presenti all’interno della stessa maggioranza di centrodestra, con la Lega Nord – ha ricordato Moretton – che nel merito non ha risparmiato parole pesanti. Moretton ha citato anche il caso di emendamento a firma di Roberto Asquini (Misto) che, se approvato, «metterebbe fuori controllo la spesa in sanità perché prevede, in caso di sforamento dei tempi massimi d’attesa, la gratuità dell’esame per l’utente, da effettuarsi in altra struttura, pubblica o privata». Secondo il consigliere Sergio Lupieri, «l’assessore regionale alla Sanità, Vladimir Kosic, è stato scavalcato da questa proposta di legge che, tuttavia, è stato superato dai contenuti del Libro Verde e dal piano socio-sanitario dello stesso assessore». Per Lupieri, quindi, «la politica degli annunci e dei proclami viene ricondotta completamente all’esame della Giunta, dimostrando come la fuga in avanti di alcuni consiglieri viene alla fine stoppata». Non solo. La proposta di legge - secondo il consigliere Annamaria Menosso - di fatto «rischia di far aumentare i ticket e di portarci al sistema mutualistico e previdenziale già preannunciato dal ministro Sacconi». Il Pd - è stato anticipato - presenterà solo emendamenti sopressivi al testo, di cui non sarà relatore di minoranza. Sonia Sicco
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